Temperatura sul lavoro e diritto di recesso: cosa dice la legge?
In pratica, il Codice del Lavoro non specifica un limite di temperatura preciso oltre il quale i dipendenti possono esercitare il diritto di recesso.
Tuttavia, se i dipendenti ritengono che le condizioni di lavoro siano insostenibili, hanno il diritto di rivolgersi alla delegazione del CSE (Comité Social et Économique), che dal 1° gennaio 2020 ha assunto i compiti precedentemente svolti dal CHSCT in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il CSE valuta i rischi associati agli infortuni sul lavoro e alle malattie professionali e può inoltrare le denunce all’Ispettorato del Lavoro.
L’articolo L4121-1 del Codice del Lavoro francese stabilisce inoltre chiaramente che, se il datore di lavoro non ha preso le misure necessarie per affrontare la situazione, il dipendente ha il diritto di esercitare il suo diritto di ritirarsi dal lavoro a causa del caldo:
- o in presenza di sintomi di una malattia grave (mal di testa, debolezza insolita, vertigini, malessere, disorientamento, ecc.)
- o se ha “ragionevoli motivi per credere che la situazione lavorativa rappresenti un pericolo grave e imminente per la sua vita o la sua salute”.
È quindi fondamentale climatizzare i locali in modo efficiente. Va inoltre ricordato che, sempre secondo il Codice del Lavoro, il datore di lavoro ha l’obbligo di garantire e proteggere la salute fisica e mentale dei lavoratori.
